
Scheda.
Leggere senza pregiudizi

I testi filosofici dell'India antica sono arrivati molto tardi
nell'Europa moderna, la cui cultura, originatasi in Grecia in et
arcaica e - molto probabilmente - influenzata in questa sua
origine da un incontro con il pensiero orientale, si  ostinata a
porre se stessa come punto di riferimento esclusivo del pensiero
umano.
L'interesse per il pensiero indiano dimostrato agli inizi del
diciannovesimo secolo dal filosofo tedesco Arthur Schopenhauer 
rimasto a lungo una manifestazione isolata e marginale nella
filosofia occidentale. Hegel negava con decisione che si potesse
addirittura parlare di filosofia al di fuori dell'ambito culturale
che si era determinato nel bacino del Mediterraneo a partire dal
settimo secolo avanti Cristo
Quando - nella seconda met del secolo diciannovesimo - gli
studiosi europei si sono appassionati alla filosofia indiana,
quasi sempre il punto di partenza  stato la ricerca di elementi
comuni e di analogie con la storia del pensiero occidentale, come
se la scoperta che quanto si legge nei testi degli antichi
sapienti indiani era stato pensato anche in Occidente garantisse
seriet e conferisse dignit a quelle antiche e lontane filosofie.
Uno dei pionieri degli studi orientali in Italia, Giuseppe de
Lorenzo, comincia cos la sua opera India e Buddhismo antico
(Laterza, Bari, 1904, pagina 11): Uno dei fenomeni pi
straordinari e interessanti che ci offre il mondo antico,  lo
sviluppo analogo e parallelo della cognizione spirituale
nell'India e nella Grecia.
In tempi molto recenti, invece, e anche a livello di massa, si 
guardato all'India e all'Oriente come a un mondo alternativo
all'Occidente, e vi si sono cercati valori sconosciuti alla nostra
cultura. Senza cadere nell'atteggiamento opposto a quello
hegeliano e rinunciare, in nome dell'Oriente, alla cultura
occidentale, oggi  forse possibile - proprio per la sensibilit
che si  sviluppata in Occidente - leggere le opere dell'antica
sapienza indiana, e in genere orientale, cercando quanto essa ha
da dire non tanto all'uomo occidentale, ma semplicemente all'uomo.
Ascoltare una nuova filosofia, sia essa orientale od occidentale,
non significa comunque rinunciare agli strumenti dell'analisi
critica che ci sono propri, che lo studio della filosofia mira ad
affinare e a rafforzare contro i pregiudizi e i facili entusiasmi,
tenendo comunque presente che non sempre la precisione del
pensiero occidentale pu conciliarsi con la suggestione che
proviene da quello orientale. Anche per questo presentiamo le
letture senza commenti e annotazioni che scendano nei particolari

